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Il ROI nell’Enterprise 2.0: la parola agli esperti

Dion Hinchcliffe, guru del Web 2.0, affronta il tema del calcolo del ROI all’interno di una realtà 2.0. Qui di seguito un estratto del suo intervento su ZDNet del 12 aprile 2009.

Non è ancora ben chiaro quale sia il reale ritorno economico che gli strumenti dell’Enterprise 2.0 portano alle imprese che li utilizzano. Ci si chiede spesso se blog, wiki e social network possano portare valore e assumere un ruolo strategico all’interno di un’organizzazione.
Oggi, la maggior parte delle società non esorta ancora all’utilizzo sistematico degli strumenti 2.0 nonostante siano ormai numerose le argomentazioni e i casi studio che ne dimostrano il successo. Quindi, se da un lato sul posto di lavoro si stanno diffondendo interesse e accettazione nei confronti dell’Enterprise 2.0, dall’altro gli IT manager e i business leader hanno un atteggiamento più attendista.
Sono tre le principali cause che determinano questi comportamenti.
Innanzitutto l’idea che i dipendenti utilizzino già un elevato numero di software, che gli strumenti utili siano già disponibili all’interno dell’organizzazione e che le innovazioni disponibili non siano ancora pronte ad un approccio aziendale.

Un secondo insieme di motivazioni è legato ad una cultura d’impresa di natura essenzialmente gerarchica in netto contrasto con la peculiare orizzontalità e socialità del Web 2.0. È sempre più evidente che nelle realtà più strettamente controllate attraverso un approccio top-down la cultura d’impresa diffusa rappresenta un impedimento all’utilizzo dell’emergente ‘social computing’. Fortunatamente è ormai provato da numerosi casi di studio che molti settori possono trarre benefici dall’Enterprise 2.0.

L’ultimo punto è ciò che ha sempre ostacolato l’utilizzo dei software e la loro applicazione al business: la difficoltà di calcolare precisamente il ROI di una soluzione IT. Andrew McAfee, coniatore del termine Enterprise 2.0, ha riassunto il problema nel suo ‘The case against Business Case’. Gli asset intangibili, come conoscenza, tecnologia e capitale sociale (in termini sociologici) – su cui l’Enterprise 2.0 è maggiormente focalizzata – raramente impattano direttamente i risultati finanziari come ricavi e profitti. È la loro stessa applicazione che sta alla base della generazione di valore per l’azienda.

Ecco un aspetto chiave della questione riguardante il ROI. I tradizionali investimenti in tecnologie - catene di montaggio o automazioni industriali - potevano essere quantificati in quanto il loro principale output era diretto e misurabile.
Numerose soluzioni IT (e mail, SOA ecc.) sono, invece, di utilità generale e tendono ad impattare indirettamente sul business, dovendo passare attraverso una catena di cause ed effetti per rendere possibile il raggiungimento di risultati economici positivi. Il problema è che questo impatto è molto difficile da misurare o prevedere con precisione, specialmente perché le nuove soluzioni IT hanno catene causa-effetto molto più lunghe rispetto ad altre tecnologie. Se da un lato, attraverso questo approccio, si riesce ad accumulare valore in relazione alla capacità di creare circoli virtuosi lungo tutta l’impresa, dall’altro non è soddisfacente non riuscire ad adottare una prospettiva tradizionale come ‘investo in X spendendo Y per ottenere un ritorno di Z’

Il risultato di questa mancanza di chiarezza è l’indugio, da parte delle aziende, ad utilizzare esplicitamente l’Enterprise 2.0 in ottica strategica. Per ora, infatti, gli strumenti 2.0 sono spesso utilizzati senza la concertazione, a livello aziendale, di un impegno sistematico finalizzato ad acquisire i benefici da essi derivanti.
Questo è un tema importante perché la conoscenza accumulata attraverso l’Enterprise 2.0 porta con sé potenzialità molto elevate in termini di ritorno economico. Le società con atteggiamento proattivo vedranno presto migliorare la propria posizione competitiva e finanziaria di lungo periodo. L’ Enterprise 2.0 e altri nuovi modelli di business sembrano preannunciare lo sviluppo di modalità di gestione aziendale molto più efficienti (tratto dalla sessione Enterprise 2.0 tenuta di Hinchcliffe all’Expo 2.0 di San Francisco, aprile 2009).

Tratto da ZDNet
 

Categoria:

Social enterprise

Tag:

Enterprise 2.0, innovazione, intangible asset, ROI, software
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