L’ Enterprise 2.0 al tempo della crisi: la concretezza di chi osa
L’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato in questa sede i risultati di una seconda indagine sulla diffusione degli strumenti Web 2.0 all’interno delle imprese italiane e sul ruolo che gli stessi possano rappresentare in circostanze di recessione economica mondiale.
1. I risultati della Ricerca
Per capire come ad un anno dal fiorire dei nuovi fenomeni 2.0 (blog, wiki, social network ecc.) il contesto sia cambiato, sono stati intervistati 102 CIO, 114 Direttori HR, 95 Direttori Marketing e 162 utenti professionali all’interno delle principali imprese italiane.
Nonostante i tagli agli investimenti nel ramo ICT siano un fenomeno diffuso (89% dei casi) esistono 4 ambiti che si muovono in controtendenza - che crescono e sui quali le imprese continuano ad investire. Si tratta di:
- Enterprise Content & Document Management: insieme di applicazioni per una gestione efficace dell’informazione non strutturata a livello aziendale. Servendosi dei sistemi di Form Processing (riconoscimento intelligente dei caratteri, riconoscimento ottico dei caratteri ecc.) il componente di gestione si occupa del controllo, dell’indicizzazione e della verifica dell’integrità delle informazioni acquisite, migliorandone così l’accuratezza e l’accessibilità da parte dell’impresa. Il 23% delle imprese del campione ha sviluppato strategicamente quest’area, integrando gli strumenti nel workflow.
- Unified Communication & Collaboration: si tratta di una piattaforma tecnologica integrata che presenta al suo interno strumenti di social networking e instant messaging, spazi di lavoro condivisi, applicazioni per audio e video conferenze. Questa concezione rende la comunicazione/collaborazione tra le persone di un’organizzazione indipendente sia dagli strumenti utilizzati (telefoni IP, cellulari, palmari, PC…) che dal luogo in cui gli utenti si trovano. Presentano un minore livello di maturità rispetto ai precedenti e non sono ben integrati nei sistemi informativi aziendali (spesso utilizzati stand alone). Il 91% delle imprese ha comunque attivato iniziative di questo tipo nel 2008.
- Adaptive Enterprise Architecture: strutture tecnologiche che permettono di raggiungere alti livelli di flessibilità, innovazione, riconfigurabilità dei processi in base ai cambiamenti della strategia organizzativa e sfruttamento del contributo di terzi. Gli strumenti utilizzati sono quelli per una gestione flessibile dei processi (BPM), per una costruzione e gestione di servizi per le architetture applicative (SOA e Mash up) e per una fruizione di servizi applicativi erogati da terzi (SaaS). Spesso sono presenti in fase di sperimentazione.
- Social Networking and Community: strumenti che facilitano la condivisione di informazioni attraverso la creazione di comunità interne ed esterne all’impresa. Gli utenti e le imprese diventano allo stesso tempo fruitori e produttori di informazioni. Implicano bassi livelli di investimenti.
Secondo l’Osservatorio, l’Enterprise 2.0 può essere vista come il Cavallo di Troia del cambiamento: in un momento di crisi l’attenzione al breve periodo è massima e se da un lato queste iniziative rispondono ad esigenze strutturali di lungo periodo – flessibilità, riconfigurabilità, open source – dall’altro hanno un elevato impatto positivo su necessità più congiunturali (ad esempio la drastica riduzione dei costi).
La crisi si trasforma così in un’opportunità per instaurare cambiamenti che prima avrebbero incontrato forti resistenze.
Purtroppo oggi circa i 2/3 delle imprese intervistate non agiscono ancora in maniera sistematica. Dal grafico qui di seguito (fonte Osservatorio 2.0) osserviamo la direzione HR, seppur identificando in maniera chiara gli obiettivi che si vogliono raggiungere con l’Enterprise 2.0 (conoscenza in rete, riconfigurabilità adattiva, global mobility ecc.), tarda nell’introdurre gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie:

Nel grafico successivo (fonte Osservatorio 2.0), i direttori Marketing e Commerciale sono quelli che risultano più intraprendenti:

2. La visione dei C-Level
La prima tavola rotonda ha visto protagonisti alcune importanti cariche di grandi imprese italiane.
Punti di interesse:
- è stata individuata la necessità di un’introduzione graduale dei nuovi approcci – in azienda esistono alcune resistenze quali la paura di una perdita di potere da parte dei vertici manageriali o la distanza tra gli utenti e chi si occupa di sistemi informativi - e di un inserimento degli strumenti del 2.0 nei processi di lavoro;
- si è dimostrata la centralità del contributo degli utenti web nella definizione del prodotto finale e delle nuove opportunità che il web 2.0 offre come fonte di informazioni circa le percezioni dei clienti intorno a prodotti e servizi.
3. La visione del mercato dell’offerta
La seconda tavola rotonda ha avuto come oggetto di discussione il punto di vista dei principali player dell’offerta tecnologica e System Integrator.
Punti di interesse:
- è emerso che mai come in questa critica fase economica è importante dimostrare ai clienti i benefici tangibili derivanti dall’adozione di un modello di Enterprise 2.0 (ad esempio una riduzione dei costi del 75%);
- assistiamo a fenomeni di forte crescita nell’utilizzo dei sistemi di United Communication and Collaboration e nello sfruttamento del video come divulgatore di conoscenza per ovviare alla riduzione del personale, dei momenti di incontro e della formazione professionale dovuti a drastici tagli ai costi;
- assistiamo ad una crescente importanza dello sviluppo del canale mobile in risposta dell’esigenza di essere coinvolti nei processi aziendali anche quando si è lontani dal proprio ufficio. L’implementazione delle nuove tecnologie permetterebbe un continuo scambio informativo con l’azienda.
4. Verso un Sistema Informativo 2.0
Interessante approfondimento sulla riconfigurazione dell’intero sistema informativo
aziendale in ottica Enterpise 2.0.
Peter Herzum è intervenuto sulla necessità di una ‘rivoluzione’ dell’IT costruita su un’Enterprise Application Model snello ed integrato e su uno Strategic IT Budget che permetta di monitorare costantemente gli investimenti, in un’ottica di pianificazione volta al raggiungimento di obiettivi aziendali predefiniti.
Altri momenti interessanti sono stati la presentazione del rinnovamento della parte Web di Confindustria Toscana in un’ ottica 2.0 (che nasce da un’esigenza di coordinamento e tracciabilità delle diverse realtà provinciali) e il caso Centostazioni, società che ha dovuto sviluppare un sistema informatico integrato per la gestione delle locazioni e dei servizi. Il sistema dati centralizzato di cui si è dotata l’azienda implica lo spostamento dei documenti e dei progetti su un portale Web (Sharepoint di Microsoft) che permette anche il caricamento di informazioni raccolte sul campo attraverso dispositivi portatili.

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